sabato 17 febbraio 2007

Il primo giorno di scuola


Oggi sono passato per caso davanti alla mia scuola elementare dove è iniziata 20 anni fa la mia "carriera" scolastica.
Mi sono fermato un attimo a guardare la mia auletta, dove ho trascorso cinque anni della mia vita e mi sono tornati in mente alcuni ricordi che sperando di non annoiarvi racconterò quì per condividerli con qualcuno per la prima volta.


Ricordo bene quella tiepida mattina di settembre dell'ormai lontano 1986.
Ricordo che eravamo tutti li, nel piazzale della scuola abbastanza intimoriti, e perchè no anche curiosi di vedere cosa ci attendeva oltre quell'uscio che solo i nostri amici più grandicelli avevano già varcato.
Ricordo mia mamma, e la leggera ansia per il suo primo figlio che iniziava la scuola, forse era più in ansia lei di me, anche perchè finchè la scuola non la inizi, non sai cos'è.
Le prime classi erano già formate, ed erano entrate nel misterioso edificio, noi eravamo gli ultimi, quelli del tempo normale, che non facevano il pomeriggio.
Vedo così apparire un uomo, sulla cinquantina, con uno sguardo dolce, ed una maglietta verde che, dopo aver indossato i i suoi occhiali inizia a leggere in un foglio i nomi di quelli che sarebbero stati i miei compagni di classe.
Ecco, è arrivato il mio, si, ero stato chiamato, guardo nel volto mia mamma che mi sorride e poi con una leggera spinta mi dice "vai che ti hanno chiamato"
Così con le mie gambette raggiungo la parte della classe che era già stata chiamata ed attendo che il mio futuro maestro terminasse di chiamare gli altri.
Terminato il primo appello della nostra vita, anche noi entriamo nella scuola, e raggiungiamo la nostra aula.
Li era tutto diverso, era diverso dall'asilo, perchè quì non c'erano giochi ma solo banchetti, sedioline e due lavagne nere.

Ricordo che il maestro come prima cosa ci disse di prendere i banchi che erano ordinati nel modo classico cioè due a due, e di metterli come volevamo, perchè solo così avremmo potuto conoscerci meglio ed essere più liberi.

Ora i miei ricordi sul primo giorno di scuola si fanno confusi e si persono nella nebbia del tempo passato ma molte cose di quei cinque anni le ricordo bene, ricordo sopratutto l'affetto per quell'uomo che non dimenticherò mai, il mio maestro che in quelle cinque ore di scuola ci faceva da secondo papà, che ci ha insegnato cos'era un metro cubo, costruendone uno con dei legni e permettendoci di entrarci dentro, che quando mi metteva i bravissimo per esprimere la sua felicità faceva gli occhi e la bocca alle "o", che ci raccontava della guerra che aveva visssuto da bambino in prima persona,
che ci ha insegnato che anche le piante vanno rispettate perchè sono esseri viventi che soffrono come noi, che quando eravamo in palestra non ci faceva fare degli stupidi esercizi ma dopo un piccolo riscaldamento ci faceva giocare e divertire.

Ricordo infine quando una volta dopo un mio piccolo successo in un compito, mi prende sulle sue ginocchia e mi dice:

" sai io per te, su di te farei come Muzzio Scevola, metterei la mano sul fuoco, sono sicuro che nella vita qualsiasi cosa farai, la porterai sempre avanti con successo"

Ed oggi, a 26 anni, di tanto in tanto nei momenti di sconforto, quando penso alla mia laurea così vicina ma anche così lontana, penso alle parole del mio maestro e mi sento un pò più forte anche perchè penso che alla fine, fino ad oggi, maestro, la tua mano non si è ancora bruciata!

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